ISO 27001, NIS2, TISAX
Cybersecurity: il problema non è solo tecnico

Un attacco informatico può bloccare un’azienda in poche ore.

Produzione ferma, dati non disponibili, clienti da avvisare, fornitori da gestire, reputazione compromessa.

Molte imprese pensano di essere protette perché hanno antivirus, firewall e backup. Ma la vera domanda è un’altra:

l’azienda sa davvero quali informazioni deve proteggere, quali rischi corre e cosa fare se qualcosa va storto?

La ISO/IEC 27001 nasce per rispondere a questa domanda. Il sistema si basa su tre principi fondamentali:

riservatezza, cioè accesso alle informazioni solo da parte di chi è autorizzato;
integrità, cioè dati corretti, completi e protetti da modifiche non autorizzate;
disponibilità, cioè informazioni e sistemi accessibili quando servono.

Il punto centrale è l’analisi dei rischi: capire cosa è davvero critico per l’azienda e decidere quali misure adottare in modo proporzionato.

Da qui nascono governance, ruoli, procedure, gestione degli accessi, backup, gestione degli incidenti, formazione, controllo dei fornitori e monitoraggio.

La sicurezza smette così di essere un insieme di strumenti tecnici e diventa un vero sistema di gestione (ISMS – Information Security Management System), a supporto anche delle attività  previste in materia di privacy / GDPR.

NIS2 e TISAX: quando la sicurezza non è più solo una scelta, ma un requisito

A un certo punto, la sicurezza delle informazioni smette di essere “good practice” e diventa una richiesta precisa: da parte dei clienti, del mercato o delle autorità. È qui che entrano in gioco NIS2 e TISAX.

La Direttiva NIS2 (Network and Information Security 2) si rivolge a soggetti privati e pubblici di “settori ad alta criticità ed altri settori critici” e con alcuni criteri dimensionali di base, ma per questi non lascia margini: gestione dei rischi, incident reporting, continuità operativa, sicurezza della supply chain. Non linee guida, ma obblighi: infatti i soggetti che non adempiono completamente ai requisiti NIS2, entro le scadenze stringenti previste nel 2026, vanno incontro ad attività ispettive e sanzionatorie da parte dell’ACN (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale).

La TISAX (Trusted Information Security Assessment Exchange) è, invece, la lingua franca della filiera automotive. Se lavori con OEM o Tier 1, prima o poi arriva la domanda: “Avete una valutazione TISAX valida?” E spesso questa risposta determina se una collaborazione può partire oppure no.

La buona notizia è che non servono tre sistemi diversi. Un Sistema ISO 27001 ben costruito è già la struttura portante: evita duplicazioni, riduce attività inutili e permette di integrare i requisiti NIS2 o TISAX senza rincorse e senza caos.

Perché conviene partire dalla ISO 27001

ISO 27001, NIS2 e TISAX hanno ambiti diversi, ma una logica comune: la sicurezza deve partire dall’analisi dei rischi.

Per questo la ISO 27001 rappresenta una base solida per:

  • proteggere le informazioni critiche
  • ridurre i rischi cyber
  • chiarire ruoli e responsabilità
  • rispondere meglio a clienti, auditor e autorità
  • integrare eventuali requisiti NIS2 o TISAX

Vuoi capire quanto è solida oggi la sicurezza delle informazioni nella tua azienda?

Partiamo da un assessment mirato / gap analysis e costruiamo un percorso concreto, proporzionato ai rischi e agli obiettivi aziendali, col supporto qualificato di M&IT Consulting, che da oltre 25 anni si occupa di risk management e compliance organizzativa.

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